STUDIO SPALLANZANI CONFERMA TESI OCULISTI: CONTAGIO DAGLI OCCHI

QUANDO già dalla fine di febbraio gli oculisti avevano parlato della possibilità che il Covid-19 potesse essere presente nel sacco congiuntivale, anche in assenza di corrispondente altra sintomatologia infettiva, avevano ragione. Oggi anche lo studio pubblicato su Annals of Internal Medicine dai ricercatori dell'Istituto Spallanzani di Roma, comunicato all'OMS per le sue implicazioni sul piano della salute pubblica, ci dà ragione”, dice Luca Menabuoni, presidente dell’Associazione italiana dei Medici Oculisti, Luca Menabuoni.

COME fare per procedere con la diagnosi? Con i tamponi oculari. Gli oculisti di AIMO avevano già espresso la necessità “di rafforzare percorsi adeguati, soprattutto per evitare che pazienti potenzialmente contagiosi condividano gli spazi con altri che hanno altro tipo di patologie- aggiunge Alessandra Balestrazzi, referente di AIMO per i rapporti con le istituzioni- di adeguare la strumentazione con presidi monouso e disinfettanti adeguati, previa capillare istruzione del personale”. Adesso più che mai, secondo gli oculisti italiani, è necessario “predisporre presidi idonei per i medici e infermieri, maschere respiratorie filtranti per uso sanitario tipo FFP2, occhiali, maschere e visiere protettive, guanti e camici monouso per evitare il contagio del personale sanitario che è sempre in prima linea con dedizione e abnegazione”, conclude Balestrazzi.

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